4/00002 : SENATO - ITER ATTO

ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00002

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 15
Seduta di annuncio: 3 del 04/05/2006
Firmatari
Primo firmatario: DE PETRIS LOREDANA
Gruppo: INSIEME CON L'UNIONE VERDI - COMUNISTI ITALIANI
Data firma: 04/05/2006
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 04/05/2006
Stato iter:
CONCLUSO il 19/10/2006
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO19/10/2006
PATTA GIAN PAOLO SOTTOSEGRETARIO DI STATO SALUTE
Fasi iter:
RISPOSTA PUBBLICATA IL 19/10/2006
CONCLUSO IL 19/10/2006


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00002

presentata da
LOREDANA DE PETRIS
giovedì 4 maggio 2006 nella seduta n.003

DE PETRIS. - Al Ministro della salute. Risulta all'interrogante che:

con nota del 23 marzo 2006 il Sottosegretario per la salute, con delega alle politiche veterinarie, sen. Cesare Cursi, ha richiesto alla Regione Campania un intervento punitivo nei confronti del Direttore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), dott. Domenico Fenizia;
la motivazione di tale grave richiesta risiederebbe nel presunto comportamento scorretto tenuto dal direttore dell'IZSM, il quale avrebbe sostenuto diverse ipotesi di intervento in materia di prevenzione di malattie diffuse negli allevamenti zootecnici, con particolare riferimento alle strategie di politica veterinaria adottate dal Ministero della salute nei confronti della brucellosi e della blue tongue (lingua blu);
per quanto concerne la brucellosi, la tesi sostenuta dal dott. Fenizia, in merito alla genoresistenza nei bufali, è stata recentemente oggetto di una pubblicazione scientifica nella prestigiosa rivista «Infection and Immunity»;
per quanto concerne la profilassi vaccinale della blue tongue lo stesso Ministero della salute ha dovuto prendere atto dei danni agli allevamenti e dei rischi di diffusione della malattia provocati dall'adozione del vaccino attenuato ed è stato costretto, anche a seguito delle proteste dei comitati di rappresentanza degli allevatori e delle Regioni interessate, a modificare sostanzialmente la strategia di intervento con l'adozione del vaccino inattivo;
l'azione del dott. Fenizia, nella qualità di direttore dell'IZSM, risulta peraltro irreprensibile sotto il profilo della competenza e dell'impegno professionale, avendo egli contribuito in modo sostanziale alla riorganizzazione e al rilancio dell'attività dell'Istituto in questione ed essendosi sempre correttamente attenuto ai doveri relativi alla funzione svolta;
l'adozione di provvedimenti disciplinari rivolta a reprimere preventivamente l'espressione di legittime opinioni scientifiche, peraltro ampiamente dibattute anche nelle organizzazioni professionali di categoria, appare illegittima e contraria agli interessi del servizio veterinario pubblico, che invece dovrebbe raccogliere e sviluppare le istanze di approfondimento tematico e valorizzare le professionalità presenti sul territorio;
la libera espressione di opinioni scientifiche è peraltro tutelata dal codice deontologico della categoria dei medici veterinari (articoli 3, 7 e 8), dal contratto collettivo nazionale del lavoro del settore ed è tutelata per i dirigenti pubblici generali dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (articoli 16, 19, comma 7, 20, 21 e 55);
in data 28 aprile 2006 il Commissario straordinario dell'IZSM ha adottato nei confronti del dott. Fenizia un provvedimento di sospensione dalla carica di direttore,
si chiede di conoscere:
se non si ritenga necessario ed urgente revocare la nota del Sottosegretario delegato alle politiche veterinarie del 23 marzo 2006 relativa all'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno ed avviare un idoneo approfondimento delle politiche veterinarie in materia di lotta alla brucellosi ed alla blue tongue, confermando nel contempo la legittimità dell'espressione di diverse opinioni scientificamente fondate nel servizio veterinario pubblico;
se non si ritenga altresì necessario ed urgente richiedere la sospensione, d'intesa con la Regione Campania, del provvedimento disciplinare adottato nei confronti del direttore dell'IZSM dott. Domenico Fenizia, consentendone la piena reintegrazione nelle funzioni, tenuto conto che nulla è stato contestato all'interessato per l'attività di gestione svolta e per i risultati raggiunti.

(4-00002)


Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 009

all'Interrogazione 4-00002 presentata da
DE PETRIS

Risposta. La difficile risoluzione del problema della lotta ed eradicazione della brucellosi bufalina in Campania è stata oggetto, nel corso degli ultimi anni, di vari piani straordinari regionali e di varie ispezioni comunitarie ed audit ministeriali, i quali hanno rilevato con crescente preoccupazione la persistenza di aree di infezione, in particolare nelle aree di competenza della ASL CE/2 in provincia di Caserta.

La mancata eradicazione e la non corretta applicazione delle norme comunitarie hanno indotto le competenti autorità della Commissione europea a richiamare l'attenzione delle autorità sanitarie italiane paventando anche il divieto di esportazione di prodotti tipici dell'allevamento bufalino campano verso altri Stati membri dell'Unione europea e verso i Paesi terzi per le implicazioni negative sulla tutela della salute pubblica.
Le posizioni assunte soprattutto dall'Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) del Mezzogiorno di Portici (Napoli), organo tecnico-scientifico di riferimento locale, hanno da molto tempo generato dubbi sulle modalità di esecuzione dei piani di eradicazione regolamentati dalla normativa comunitaria e nazionale vigente, ostacolando la lotta nei confronti di una patologia che risulta essere una grave malattia trasmissibile anche all'uomo (zoonosi), e avallando negli anni assunti scientifici che hanno consentito di utilizzare il latte proveniente da animali infetti, sebbene trattato termicamente, in contrapposizione al divieto assoluto che le norme comunitarie (direttive CE 92/46 e 92/47) e nazionali (decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, n. 54) impongono.
Nell'ambito della lotta e dell'eradicazione della brucellosi bufalina la Regione Campania nel 2003 aveva predisposto di concerto con il Centro di referenza nazionale per la brucellosi (CRN) un piano straordinario idoneo da un punto di vista sia tecnico-scientifico che normativo, approvato dalla Commissione europea.
Il piano prevedeva, entro trenta giorni dalla conferma diagnostica, l'abbattimento degli animali positivi ed il ricorso alla profilassi immunizzante degli animali prepuberi.
Il direttore dell'IZS del Mezzogiorno, dottor Domenico Fenizia, con una nota del 29 novembre 2004, inviata ai componenti dell'Unità di crisi del Piano straordinario per l'eradicazione della brucellosi bufalina nella Regione Campania e al relativo Presidente della Regione, ma non alla competente autorità centrale, sollevava rilievi tecnici di contrapposizione inerenti le procedure adottate dal predetto piano, tanto da affermare l'inefficacia degli abbattimenti quale strumento di controllo della brucellosi e la propensione all'autosterilizzazione spontanea della specie bufalina e proprio in questo trovava giustificazione la possibilità di utilizzare il latte proveniente da animali infetti seppur trattato termicamente. Nella medesima nota sottolineava che la presenza di un numero significativo di capi bufalini sieropositivi da abbattere di per sé rendeva impossibile la ricostituzione numerica dei bufali negli allevamenti infetti e determinava gravi ripercussioni sulle capacità produttive ed economiche delle aziende interessate.
Si evidenzia che la politica degli abbattimenti per gli animali infetti (cosiddetta stamping out) è stata sviluppata non solo nell'ambito della lotta ed eradicazione della brucellosi bufalina ma per tutte le malattie infettive e diffusive, in linea con i provvedimenti della Commissione europea e gli orientamenti dell'Organizzazione mondiale per la sanità animale (OIE).
Va ricordato che al fine di evitare con lo stamping out forti ripercussioni economiche sugli allevatori e sull'industria lattiero-casearia nelle zone interessate maggiormente dalla brucellosi bufalina, come le Province di Caserta e Salerno in Campania, il Ministro della salute già aveva adottato con il decreto ministeriale 5 febbraio 1991, n. 84, misure straordinarie e in deroga mediante la previsione dei piani di risanamento ed eradicazione esaennali della brucellosi bufalina negli allevamenti con ultima data utile di validità stabilita per il 17 marzo 1997.
Nonostante tutto negli anni dal 1991 al 1997 il ricorso alle procedure in deroga di cui al decreto ministeriale n. 84 del 1991 non ha prodotto alcun risultato di rilevo nella Regione Campania anche a causa della scarsa collaborazione di allevatori e servizi veterinari locali, tanto che alla scadenza del termine del 17 marzo 1997 il Ministero della salute non poteva emanare i provvedimenti specifici per riconoscere le singole province della Regione indenni da brucellosi bufalina.
Le posizioni scientifiche del direttore dell'Istituto, formalmente assunte nel sopracitato documento del 29 novembre 2004, di forte valenza pratica per gli operatori campani, provocavano una serie di reazioni da parte delle amministrazioni locali in Campania ed in particolare del sindaco di Cancello e Arnone (Caserta) che richiedeva al Ministro della salute la convocazione urgente di un tavolo di confronto scientifico.
In secondo luogo nonostante le reiterate richieste da parte dei Servizi veterinari della Azienda sanitaria locale (AUSL) il sindaco di Cancello e Arnone, supportato dalle richiamate assunzioni scientifìche del dottor Fenizia, ha adottato spesso delle ordinanze che si limitano a prescrivere il solo sequestro fiduciario degli allevamenti infetti e l'affidamento cautelativo degli stessi ai detentori degli animali, senza prescrivere l'obbligo della macellazione degli animali positivi entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento: tali provvedimenti, per il grave pregiudizio che arrecano alla lotta ed eradicazione della brucellosi e per i rischi concreti che determinano per la tutela della salute pubblica e della sanità animale e la salubrità dei prodotti destinati al consumo umano, sono stati trasmessi per il seguito di competenza dal Ministero della salute alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
Il Ministero della salute, alla luce di quanto esposto, provvedeva a sottoporre alla valutazione del Consiglio superiore di sanità la documentazione scientifica proposta dal dottor Fenizia affinché esprimesse il proprio parere utile anche alla predisposizione di un dossier completo da sottoporre alla valutazione del Comitato scientifico dell'Unione europea.
Inoltre, si chiedeva al Consiglio superiore di sanità di verificare se:

1) la differenza genetica tra bufalo e bovino fosse tale da risultare determinante nella differente capacità immunitaria tra la specie bufalina e quella bovina alla brucellosi;

2) se la possibilità di autosterilizzazione nella specie bufalina fosse basata su evidenze scientifiche e in che misura;
3) se la strategia prospettata dal direttore dell'Istituto di Portici potesse essere considerata una alternativa valida a quella in vigore e finora adottata.

Nel corso della seduta del 15 dicembre 2005 presso il Consiglio superiore di sanità il direttore dell'IZS del Mezzogiorno, invitato a relazionare affermava tra l'altro:
«Inoltre è molto importante avere un prelievo certo che dia garanzia del risultato: attualmente non siamo sicuri se i campioni appartengono a determinati bufali, anche se è il Servizio veterinario a prenderli, più volte l'IZS ha chiesto questa garanzia di prelievo sia alla Regione, che durante le riunioni tenutesi con gli allevatori ed il Ministero. Oggi, dopo richieste insistenti, sembra che la Regione abbia cominciato a prendere in considerazione i rilievi fatti dall'IZS circa la possibile falsificazione del risultato: infatti, attraverso l'IZS, ha effettuato delle indagini anonime, dalle quali si è evidenziato, mediante analisi genetica, che i campioni di sangue di alcune partite appartenevano allo stesso animale. Il risultato emerso dalla prima ricerca anonima ha spinto a ripeterla e per questo l'IZS ha ricevuto minacce. L'Istituto zooprofilattico ha però il compito di occuparsi del risanamento del territorio e qualsiasi sospetto oppure evidenza deve essere, ed è sempre stato, denunciato. Quanto riferito è indicativo dell'attuale situazione in provincia di Caserta, per risolverla dovrebbe essere garantita la presenza attiva dell'IZS del Mezzogiorno nell'Unità di crisi ed i programmi proposti dallo stesso Istituto dovrebbero essere attuati. Se non ci si avvale dell'apporto di Enti territoriali la problematica della brucellosi bufalina in Campania non verrà risolta. I dati disponibili non sono affatto favorevoli: oggi in Campania abbiamo il 13-14 per cento di infezione; nella fase iniziale del Piano si riteneva di dover abbattere 3.000 capi, al momento sono stati abbattuti oltre 14.000 animali, su 140.000 presenti nella sola provincia di Caserta. In tal modo si mette a rischio l'allevamento bufalino, soprattutto nella provincia di Caserta ove la riduzione sino a 30-40.000 capi porterebbe ad una notevole carenza di latte e di conseguenza alla crisi di numerose aziende zootecniche. Il bufalo è un animale da preservare, occorre trovare il modo migliore per risolvere il problema al fine della sicurezza alimentare, senza penalizzare l'allevamento (...)».
Il dottor Fenizia non forniva risposte esaustive alla richieste di chiarimenti sui dati relativi alle aziende e agli animali infetti, sull'incidenza reale della malattia e soprattutto in merito alla conoscenza delle presunte irregolarità evidenziate in merito alla attendibilità dei prelievi di sangue sui capi bufalini rispetto alla univocità di identificazione del singolo animale.

In realtà il direttore in sede di confronto con gli esperti del Consiglio superiore di sanità riteneva di dover rivedere, alla luce della sperimentazione effettuata, la sua posizione in merito alla resistenza dei soggetti sieropositivi e sulla nota del 29 novembre 2004 in merito ai piani di profilassi in termini generali.
Il Consiglio superiore di sanità, a seguito di tali affermazioni nel parere del 15 dicembre 2005, sosteneva che:

1) nessun dato scientifico supporta una maggiore resistenza dei bufali alla brucellosi. Anzi, sulla base dei pochi dati di letteratura il bufalo sembrerebbe simile al bovino per quanto riguarda la sensibilità alla brucellosi;

2) nessun dato scientifìco supporta l'autosterilizzazione delle bufale;
3) la letteratura presentata appare incompleta, poco congruente, non specifica e in alcuni casi troppo datata;
4) la strategia prospettata dal direttore dell'IZS del Mezzogiorno non può essere considerata, al momento attuale, una valida alternativa a quella in vigore e finora adottata. L'abbattimento degli animali sieropositivi rimane il punto fondamentale ai fini dell'eradicazione della brucellosi dal territorio nazionale. L'eradicazione è fondamentale anche e soprattutto ai fini della tutela della salute pubblica, in considerazione del fatto che la brucellosi è malattia zoonotica.

Il competente Dipartimento del Ministero della salute, sulla base delle valutazioni effettuate dal Consiglio superiore di sanità, risultate pienamente in linea con gli indirizzi dei piani di eradicazione della malattia sia a livello nazionale che comunitario, ha così evidenziato forti perplessità sull'operato del direttore dell'IZS del Mezzogiorno al Sottosegretario di Stato, competente nella materia per delega del Ministro pro tempore.

Le asserzioni sopra riportate sono state trasmesse a tutte le Procure della Repubblica della Regione Campania, per l'adozione dei provvedimenti più opportuni per la tutela della salute pubblica, in considerazione del fatto che tutte le brucellosi (ovina, bovina, bufalina) risultano essere gravi malattie trasmissibili all'uomo.
Il Ministero, alla luce di quanto esposto, ha ritenuto pertanto opportuno informare l'assessore alla sanità della Regione Campania in merito al parere espresso dal Consiglio superiore di sanità circa i rilievi tecnici espressi dal dottor Fenizia, riguardo all'applicazione del piano straordinario di eradicazione della brucellosi bufalina in Campania ed in merito alla condotta dello stesso dottor Fenizia, richiedendo un intervento dell'Assessorato idoneo a ricondurre l'IZS del Mezzogiorno ad elevate capacità operative e di autorevolezza scientifica che possano contribuire in maniera definitiva all'esecuzione dei piani di eradicazione della brucellosi a livello nazionale e comunitario.
Si evidenzia, altresì, per quanto concerne le strategie adottate dal Ministero per la lotta e l'eradicazione della Blue Tongue, che in passato, il dottor Fenizia, anziché riferire nelle opportune sedi istituzionali eventuali dati scientifici in suo possesso, ha utilizzato ripetutamente i mezzi di informazione (stampa e televisione) ed ha partecipato a manifestazioni contro i provvedimenti del Ministero della salute, determinando situazioni di allarme ingiustificato tra gli allevatori, ostacolando di fatto la campagna di profilassi immunizzante, in varie regioni oltre alla Campania.
Alla luce di quanto sopra richiamato, si vuole evidenziare, infine, che da nessuna comunicazione del Ministero della salute si può desumere una richiesta di sospensione o una volontà di rimuovere il dottor Fenizia dall'incarico di direttore dell'IZS del Mezzogiorno, misura che non può essere condivisa in ogni caso.
Considerata la rilevanza della questione, si dà, comunque, assicurazione che l'amministrazione continuerà ad acquisire ogni utile elemento diretto a verificare se vi siano i presupposti che giustifichino l'eventuale adozione di diversi orientamenti.

Il Sottosegretario di Stato per la salute

Patta

Classificazione TESEO:
CONCETTUALE:
DIRETTORI, MALATTIE INFETTIVE DEGLI ANIMALI, MEDICINA PREVENTIVA, SANZIONI DISCIPLINARI, ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO
SIGLA O DENOMINAZIONE:
DL 2001 0165, ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE
GEO-POLITICO:
CAMPANIA